Eleonora Roncarati

Mi sono laureata in Dietistica presso l’Università degli Studi di Ferrara nel marzo 2011 con la tesi sperimentale “ATTEGGIAMENTI ALIMENTARI E IMMAGINE CORPOREA IN UN CAMPIONE DI MASCHI CHE FREQUENTANO UNA PALESTRA DI BODYBUILDING” svolta nel Centro Disturbi del Comportamento Alimentare (DCA) dell’Az. Ospedaliero-Universitaria di Ferrara, votazione di 110/110 e lode.

Ho scelto di formarmi nell’ambito dei Disturbi del Comportamento Alimentare svolgendo attività clinica presso il Centro Disturbi del Comportamento Alimentare dell’Az. Ospedaliero-Universitaria di Ferrara da luglio 2011 a maggio 2014.

Ho preso anche parte all’attività di ricerca scientifica del Centro, partecipando a ricerche come “Gli Adolescenti tra Essere e Non Essere. Ricerca sull’immagine di sé e la percezione corporea negli adolescenti della provincia di Ferrara” (collab. Assessorato a Cultura Turismo e Giovani, Provincia di Ferrara e AUSL di Ferrara) e presentando poster scientifici e relazioni a congressi nazionali.

Poiché ritengo che un terapeuta debba mantenersi in continua formazione e aggiornamento, sto frequentando da gennaio 2014 un Master Universitario di I livello dal titolo “Trattamento integrato dei Disturbi del Comportamento Alimentare e dell’Immagine Corporea”.

Da dicembre 2012 sono Consigliere nel Consiglio Direttivo della SISDCA Sezione Regionale Emilia Romagna / Marche (ER/M).

Faccio parte dell’equipe interdisciplinare del Dott. Oliva, dove mi occupo:

- in fase diagnostica di raccogliere informazioni relative alle abitudini alimentari e motorie del paziente, e svolgere esami strumentali quali Calorimetria indiretta, Bioimpedenza, Armband e Viscan necessari per restituire una proposta terapeutica personalizzata.

- in fase terapeutica della Riabilitazione Nutrizionale e dell'Educazione Terapeutica dei pazienti con l'utilizzo di manuali dedicati.

Credo sia importante vedere la persona nella sua globalità, andare oltre il sintomo e offrire al paziente risposte che soddisfino il suo “reale” bisogno di cura, che non sempre coincide con la “domanda” iniziale.

E’ importante guidare il paziente in una “nuova esperienza” che deve educare per la vita e non “curare” per brevi periodi.

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